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"_Profit",
2004 - [Videodokumentation:
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Installation/Performance (Galeie Vostell/Berlin 10.09.04)
Mixed Media

Konzept:
Die Installation/Performance "Profit" ist eine Erweiterung der Arbeit
"Empire", die im Jahr 2003 realisiert und im gleichen Jahr in der
GaleriaVostell Madrid ausgestellt wurde. In diesem Zusammenhang hatte ich zwei
Phänomene in Betracht gezogen: Einerseits die neuen Erscheinungsformen
imperialer Hegemonie, im Sinne von einer abnehmenden Souveränität
der einzelnen Staaten und Nationen im Gegenzug zu einer globalen und dezentralen
Expansion des Kapitalismus und der Organe die sie politisch, juristisch und
ökonomisch koordinieren. Andererseits der Versuch, der teilweise schon
realisiert wurde, die Menschheit mittels Technologie zu kontrollieren, zu erfassen
und zu funktionalisieren, mit dem Ziel, den politischen Raum der Bürger
zu begrenzen, letztlich zu annullieren.
Die Installation/Performance "Profit" greift die oben aufgeführten Gedanken auf und entwickelt sie weiter. Untersucht wird die komplexe Beziehung zwischen dem Bedürfnis des Profits zur Expansion auf globaler Ebene und der globalen Reaktion der menschlichen Biosphäre, die naturgemäß hybride ist, und sich tendenziell gegen jegliche Form von Standardisierung, Kontrolle und Manichäismus wehrt.
Kurzbeschreibung:
Die Installation/Performance "Profit" wird in der gleichnamigen Ausstellung
in der Galerie Vostell Berlin in Form eines Rasters präsentiert: je 9 schematisierte
Tische mit dazugehörigen Stühlen werden in zwei parallel angeordnete
Reihen aufgebaut. Auf den Tischgruppen der zur Wand hin gelegenen Reihe befindet
sich jeweils eine alte Schreibmaschine, bestückt mit einem Mikroprozessor,
der vier Buchstabentasten steuert. Diese schlagen auf eine rotierende, transparente
Kunststoffkugel, in der zerschnittene Seiten eines Atlasses zu sehen sind. Aus
fünf von diesen neun Schreibmaschinen ertönen Soundmischungen von
politischen Reden und Börsennachrichten von Satelliten-TV-Sendern, die
im Zusammenhang mit den politischen, wirtschaftlichen und kriegerischen Ereignissen
und Folgen des 11. September 2001 ausgestrahlt wurden. Die anderen vier Schreibmaschinen
sind bestückt mit Mikrofonen, die ständig die Geräusche im Raum
aufnehmen und wiedergeben.
In der zweiten Reihe, die zum Publikum hin angeordnet ist, liegen Papierstapel auf den Tischen. Es handelt sich um weiße DinA4 Blätter, bedruckt mit einer Auswahl der wichtigsten internationalen Aktienindizes (z.B. Dow Jones 30). Jedes Blatt der unterschiedlich umfangreichen Stapel ist bedruckt mit dem Namen einer multinationalen Firma (z.B. McDonalds Corp.). Neben jedem Tisch steht ein Aktenvernichter auf dem Boden. Während der Performance sitzt auf jedem Stuhl eine Person, die im abgestimmten Rhythmus die einzelnen Namen der Firmen laut vorliest und anschließend das Blatt vernichtet. Wenn alle Zettel vernichtet wurden, endet die Performance. Die Behälter der Aktenvernichter werden im Laufe der Performance ab und zu auf den Boden entleert, immer mehr Papierstreifen landen so zu Füßen des Publikums.
Korrespondierend zur Installation werden an den Wänden des Raumes drei mittelgroße Fotoobjekte mit Satellitenaufnahmen gezeigt. Jede Fotografie ist eine Assemblage von zwei urbanen Zentren zweier verschiedener Megalopolen, die geografisch weit voneinander entfernt liegen (z.B. Kairo/Bangkog). Das Foto bildet den Hintergrund einer mechanischen, elektronisch gesteuerten Konstruktion. Sie erinnert an eine Waage. An Ihren Extremitäten befinden sich Gewichte auf der einen und ein flacher Monitor auf der anderen Seite, die permanent ausbalanciert werden. Auf den Minibildschirmen laufen kurze Videoclips als Loop. In den Videos wurden Fernsehbilder verarbeitet und zusammen geschnitten. Das Ergebnis ist eine Interpretation der antagonistischen Seele in einer globalen Welt.
Costantino Ciervo 23.08.2004
Italiano
COSTANTINO CIERVO
"_Profit"
Inaugurazione e performance: Venerdì, 10 Settembre 2004, ore 19.00. Durata dell'esposizione: 11.09-11.11.2004
Galleria Rafael Vostell - Pfefferberg Berlin- Haus 2 - Christinenstr.18/19- 10119 Berlin - tel. 0049 030 8852280
L'installazione/performance "PROFIT" è un ulteriore sviluppo
del lavoro "EMPIRE" realizzato nel 2003 ed esposto a Madrid nella
galleria Vostell.
In quell'occasione avevo preso in considerazione due fenomeni. Da una parte,
la nuova forma d'egemonia imperiale intesa nel venire sempre meno della sovranità
degli stati e delle nazioni rispetto ad un'espansione globale e decentrata del
capitalismo e dei suoi organi di coordinazione politica, giuridica ed economica.
D'altra parte, il tentativo, in parte gia realizzato, di controllare, schedare
e funzionalizzare l'umanità attraverso l'uso della tecnologia con il
fine di limitare di fatto lo spazio politico dei cittadini.
L'installazione/performance "PROFIT" prende atto di quello che è
inteso nel lavoro "EMPIRE" e ne sviluppa la dinamica indagando il
rapporto complesso fra la necessità del profitto di espandere il proprio
dominio e la reazione a livello globale della biosfera umana che per la sua
natura ibrida tendenzialmente si oppone ad ogni forma di standardizzazione,
controllo e manicheismo.
L'installazione/performance "PROFIT" si presenta nello spazio della
galleria Vostell di Berlino come una matrice costituita da due file parallele
di nove semplici tavoli di truciolato con rispettive sedie. Nella prima fila,
quella rivolta verso la parete, su ogni tavolo è disposta una vecchia
macchina da scrivere predisposta di un microprocessore programmato a battere,
ad intervalli, una sequenza di quattro lettere su una sfera trasparente rotante
nel cui interno s'intravedono frammenti di carta di un atlante geografico.
Di queste sette macchine da scrivere cinque emanano un miscuglio di discorsi
politici e notiziari di borsa trasmessi dalle tv satellitari in relazione agli
avvenimenti bellici, politici ed economici che sì sino succeduti dopo
11 settembre 2001. Altre quattro macchine da scrivere munite di microfono registrano
e ripetono continuamente quello che "sentono" nello spazio a loro
circostante.
Nella seconda fila, quella rivolta verso il pubblico, su ognuno dei nove tavoli
giace una pila fra i 30 e 250 fogli di carta formato A4. Ogni pila riguarda
uno degli indici di borsa fra i più importanti a livello globale (per
esempio: DOW JONES 30). Su ogni foglio é stampato un nome di una multinazionale
rappresentata nel listino dell'indice (per esempio: MCDONALDS CORP.). I nomi
e quindi i fogli sono ordinati in ordine alfabetico. Ai piedi dei tavoli è
posto un "distruttore di documenti". Ai tavoli siedono nove persone.
Ad intervalli diversi ogni persona prende un foglio e legge ad alta voce il
nome della multinazionale di turno per poi inserirlo nel "distruggi documenti".
L'azione durerà fino alla completa distruzione di tutti i fogli con i
nomi delle multinazionali. Durante la performance i contenitori dei "distruggi
documenti" che a mano a mano si riempiranno saranno riversati sul pavimento
ai piedi del pubblico.
In corrispondenza dell'installazione sono situate alle pareti tre fotografie satellitari di media grandezza. Ogni fotografia è un assemblaggio di due centri urbani di due megalopoli diverse e molto distanti geograficamente (per esempio Cairo e Bangkok). L'immagine fotografica così ottenuta funge da sottofondo e supporto ad una costruzione meccanica pilotata elettronicamente che oscilla quasi continuamente. La costruzione ricorda una bilancia, ai cui estremi sono posti rispettivamente un monitore e dei pesi. I video, visualizzati nei monitori, e realizzati utilizzando immagini televisive a carattere simbolico ed ironico, interpretano l'anima antagonista dei movimenti globali.
Costantino Ciervo, Berlino 23.08.2004