|
TOTALITARIO/AUTORITARIO, 1996 Installazione luminosa pilotata dal computer sulla facciata del Bunker Mitte (Berlino centro) Neon, scritta in legno, scritta in sequenza digitale secondo il codice ascii, computer, scheda relé, cavi legno, metallo. 2 x 20 x 40 metri
Ogni pannello costruito con i neon su una piattaforma di legno é in grado di visualizzare uno zero oppure l'uno. Tutti e sette in fila essi compongono, con varie sequenze, in linguaggio digitale secondo il codice ASCII, la scritta "TOTALITARIAN OR AUTORITARIAN THE THIRD IS OUT OF QUESTION". Mi sembra opportuno citare - come ho fatto nella rubrica "Archivio" in relazione al lavoro "SENZA TITOLO" - presentato nel 1993 alla biennale di Venezia, ancora una volta Antonio Negri e Michael Hardt: Empire, Die neue Weltordnung, Campus Verlag, Frankfurt/New York, 2000, pg.152 Citazione: "Per
comprendere il potenziale critico del discorso postmoderno, bisogna prima
gettare uno sguardo sulle forme di sovranità. Il mondo della sovranità
moderna è un mondo manicheista, suddiviso in una fila d'opposizioni
binarie quali definiscono l'"Io e gli Altri", il bianco e il
nero; il dentro e il fuori. Il pensiero postmoderno mette in discussione
proprio questa suddivisione binaria. Esso fornisce importanti risorse
per le lotte contro il discorso della modernità del patriarcato,
del colonialismo, e del razzismo. È proprio il contesto della teoria
postmoderna, l'ibriditá e l'ambivalenza delle nostre culture e
delle nostre identità, che mettono in discussione il principio
dell'Io e degli Altri. Principi che sono alla base delle ideologie del
colonialismo, del sexismo e del razzismo. Il perseverare del postmoderno
sulle differenze e sulla particolarità, oppone resistenza al totalitarismo
dei discorsi omologarizzanti e delle strutture di potere. Il sottolineare
delle identità dislocate e frammentarie sembrano essere il mezzo
per contestare la sovranità del soggetto moderno e dello stato-nazione
con tutte le sue strutture a lui collegato. |