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Cogito ergo sunt,
1997 -
L'opera mostra l'edificio dell'architetto Ungars (maggiore esponente contemporaneo del razionalismo architettonico in Germania) costruito verso la metà degli anni novanta nella Friedrichstr. di Berlino. L'edificio è stato sezionato in sette parti e tra le parti sono stati incastrati sei rulli fotografici sui quali si vede l'ombellico di un bambino con le mani in diverse posizioni. I rulli sono collegati ad un sistema di trasmissione a due motori. Nella parte superiore della fotografia che ritrae l'edificio di Ungars, all'altezza del cielo, è installata una scritta digitale pilotata da un microprocessore che attraverso in linguaggio digitale ascii ripete continuamente in sequenza la frase cogito ergo sunt. Sulla parte inferiore della fotografia in basso ai piedi dell'edificio si legge la scritta in caratteri di legno cogito ergo sunt. Al centro dell'istallazione è appoggiato su un supporto di legno un televisore sul cui schermo si vede un video girato per le strade di Berlino partendo dal centro e andando verso la periferia. Alle Immagini è sovrapposta in rullo il commento politico scritto e parlato dell'artista sull'economia, sull'architettura e sull'informazione. Il pubblico nel momento un cui si avvicina all'opera mette in azione il movimento dei rulli.
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