Costantino Ciervo
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Tempo 1 - Tempo 2, 2000 - [video]


Installazione interattiva: due fotografie elaborate digitalmente, 3 secchi di zinco, acqua, pompe elettriche, sensore,
136x320x40

Il lavoro è composto da due fotografie ognuna di 1 m x 1,36 m.
La fotografia a sinistra mostra un uomo di circa 40 anni. La seconda fotografia mostra lo stesso uomo che si è quasi trasformato in un pesce. Il passaggio è brutale e duro, l'occhio del pesce sembra quasi emergere dal teschio umano. Tra le due fotografie e ai due lati estremi sono posti tre secchi d'acqua che attraverso un sistema zoomchiuso di tubi e pompe sono riforniti continuamente da un getto d'acqua che fuoriuscente dal tubo di rame posto sul secchio.
L'azione dell'acqua è innescata da un sensore che interagisce con lo spettatore. La tecnica fotografica usata parte da una matrice ottenuta da uno sviluppo chimico tradizionale per poi essere stata rielaborata digitalmente al computer.
In questo lavoro è posta la problematica del cambiamento qualitativo, inteso non nel senso di quello che fanno gli esseri umani, piuttosto per quello che essi diventano. È la questione della contrapposizione tra l'identità biopolitica e il biopotere (in accordo alle definizioni di Michel Foucault, Antonio Negri e Jack Lacan). È la questione dello sviluppo dell'uomo all'interno del capitalismo postmoderno e della rivoluzione tecnologica digitale e scientifica.
Avviene lo sviluppo nel momento in cui l'uomo -visto da un punto di vista simbolico- si trasforma in pesce, verso se stesso, verso i suoi bisogni essenziali culturali e di civiltà? Riuscirà nel suo passaggio in avanti/dietro a recuperare l'acqua, le sue origini, l'inizio della evoluzione/rivoluzione? Oppure dominerà il biopotere manicheista con i suoi presagi di mostruosità. Chi prevalerá, la componente biopolitica, la moltitudine o il biopotere? L'ibriditá o il manicheismo?

Costantono ciervo, 2000