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| 2004 Galerie Vostell, Berlino - |
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| 2006 dispar&dispari, Reggio Emilia - immagine centrale:(a sinistra Daniel Spoerri, a destra Costantino Ciervo) - Foto: Gianni Sassi |
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| 2007 Fondazione Mudima, Milano - Immagine terza a sinistra: © Fabrizio Garghetti |
"PROFIT", 2004 -
Installazione e performance - 9 microprocessori, 4 segreterie telefoniche, 9
CD player, 4 microfoni, 9 altoparlanti, relè, 9 sfere di plexiglas trasparente,
1 atlante geografico del 1989 distrutto in strische, 9 motori, 9 sensori, truciolato,
18 tavoli, 19 sedie, fogli di formato A4 con nomi dei titoli dei piú
importanti indici di borsa dei 5 continenti del mondo.
Misura totale dell'opera: variabile
Macchina da scrivere: ca. 32x48x35 cm.
Tavolo: 54x78,5x44 cm.
Sedia: 30x84x33,5 cm.
L'installazione/performance "PROFIT" è un ulteriore sviluppo
del lavoro "EMPIRE" realizzato nel 2003 ed esposto a Madrid nella
galleria Vostell.
In quell'occasione avevo preso in considerazione due fenomeni. Da una parte,
la nuova forma d'egemonia imperiale intesa nel venire sempre meno della sovranità
degli stati e delle nazioni rispetto ad un'espansione globale e decentrata del
capitalismo e dei suoi organi di coordinazione politica, giuridica ed economica.
D'altra parte, il tentativo, in parte gia realizzato, di controllare, schedare
e funzionalizzare l'umanità attraverso l'uso della tecnologia con il
fine di limitare di fatto lo spazio politico dei cittadini.
L'installazione/performance "PROFIT" prende atto di quello che è
inteso nel lavoro "EMPIRE" e ne sviluppa la dinamica indagando il
rapporto complesso fra la necessità del profitto di espandere il proprio
dominio e la reazione a livello globale della biosfera umana che per la sua
natura ibrida tendenzialmente si oppone ad ogni forma di standardizzazione,
controllo e manicheismo.
L'installazione/performance "PROFIT" si presenta nello spazio della
galleria Vostell di Berlino come una matrice costituita da due file parallele
di nove semplici tavoli di truciolato con rispettive sedie. Nella prima fila,
quella rivolta verso la parete, su ogni tavolo è disposta una vecchia
macchina da scrivere predisposta di un microprocessore programmato a battere
ad intervalli una sequenza di quattro lettere su una sfera trasparente rotante
nel cui interno s'intravedono frammenti di carta di un atlante geografico.
Di queste nove macchine da scrivere cinque emanano un miscuglio di discorsi
politici e notiziari di borsa trasmessi dalle tv satellitari in relazione agli
avvenimenti bellici, politici ed economici che sì sino succeduti dopo
11 settembre 2001. Altre quattro macchine da scrivere munite di microfono registrano
e ripetono continuamente quello che "sentono" nello spazio a loro
circostante.
Nella seconda fila, quella rivolta verso il pubblico, su ognuno dei nove tavoli giace una pila fra i 30 e 250 fogli di carta formato A4. Ogni pila riguarda uno degli indici di borsa fra i più importanti a livello globale (per esempio: DOW JONES 30). Su ogni foglio é stampato un nome di una multinazionale rappresentata nel listino dell'indice (per esempio: MCDONALDS CORP.). I nomi e quindi i fogli sono ordinati in ordine alfabetico. Ai piedi dei tavoli è posto un "distruttore di documenti". Ai tavoli siedono nove persone. Ad intervalli diversi ogni persona prende un foglio e legge ad alta voce il nome della multinazionale di turno per poi inserirlo nel "distruggi documenti". L'azione durerà fino alla completa distruzione di tutti i fogli con i nomi delle multinazionali. Durante la performance i contenitori dei "distruggi documenti" che a mano a mano si riempiranno saranno riversati sul pavimento ai piedi del pubblico.
In corrispondenza dell'installazione sono situate alle pareti tre fotografie satellitari di media grandezza. Ogni fotografia è un assemblaggio di due centri urbani di due megalopoli diverse e molto distanti geograficamente (per esempio Cairo e Bangkok). L'immagine fotografica così ottenuta funge da sottofondo e supporto ad una costruzione meccanica pilotata elettronicamente che oscilla quasi continuamente. La costruzione ricorda una bilancia, ai cui estremi sono posti rispettivamente un monitore e dei pesi. I video mostrano il viaggio di una camera sulle pagine di un'atlante. La metá dello schermo è coperta da un'onda trasparente che cambia continuamente colore che si sposta avanti ed indietro percorrendo il globo. Una metafora questa sul concetto della "moltidudine" come nuova forma eterogenea dell'antagonismo politico, culturale ed economico rispetto ad un mondo globalizzato dove gli iteressi economici del capitalismo manicheista sono contrastati da quelli globali dell'eterogenitá e dell'ibriditá.
Costantino Ciervo, Berlino 23.08.2004