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pianta
interattiva della mostra
Perversion of Signs
- 2009
Scultura video ad 84 canali - Salle Poma - Museo CentrePasquArt, Biel/Bienne, Svizzera.
Piramide quadrangolare la cui base è di 5 metri e laltezza è di ca. 4,5 metri
Una piramide, la cui struttura
portante è costituita da profili in metallo, supporta su ognuna delle
quattro facciate 21 monitori da 24 pollici disposti orizzontalmente, ed equidistanti
tra loro, in file di schermi che vanno, partendo dal basso per andare verso
lalto, da sei fino ad uno. In tutto sono 84 immagini video che mostrano
diverse persone nellintento di leccare e degluttare una serie di pittogrammi,
logogrammi, ideogrammi e simboli di zucchero colorato pastoso. Sono segni grafici
che evocano concetti legati allesistente in generale, come la violenza,
la pace, lamore, la religione, e segni, che evocano il vivere della societá
contemporanea, come la sicurezza, linformazione, la comunicazione, il
denaro, leconomia, il terrorismo, la democrazia, il potere etc.
In questinstallazione il riferimento critico implicito al linguaggio e
al tipo di rapporto/comportamento deleterio che lindividuo e la società
tutta instaura con esso, è posto in evidenza attraverso lelevato
numero di persone (84), dalla messa in primo piano della bocca e della lingua,
e dallatto di leccare ed ingerire particolari segni grafici che evocano
nellimmaginario collettivo contenuti e significati provenienti dal contesto
sociale ed esistenziale.
Il linguaggio, i linguaggi, come si sa, sono il risultato di un processo di
differenziazione avvenuto nel corso dei millenni, dove il rapporto creativo
dinterpretazione e verifica tra il concetto e il concreto potrebbe raggiungere
un elevato livello culturale. Ebbene lopera si pone in modo molto critico
rispetto al tentativo, in parte riuscito, di appiattire, omologare i comportamenti
e quindi i linguaggi. Laspetto critico è particolarmente evidenziato,
dallatteggiamento ghiotto, generalizzato e passivo che lattrice/ore
assume nel consumare e leccare.
È quasi come se si volesse inghiottire, tutti insieme, in un rituale
quasi perverso, una realtà dove il banale, il conforme, diventano improvvisamente
essenziali, provocatoriamente dolci, appetibili ed irresistibilmente attraenti.
In effetti, in un sistema globale, in una societá dove leconomia
si avvale (allinterno dei rapporti di forza tra capitale e lavoro attuali)
di tutta le tecniche moderne dellinformazione e della comunicazione per
garantire i livelli speculazione e di profitto al massimo possibile, lessere
è continuamente percorso da messaggi aggressivi, massificanti e mistificanti.
Siamo continuamente bombardati da segni e simboli che hanno come unico scopo
quello di volerci indicare il come agire, il come credere e il cosa approvare.
Ognuno di noi tende a diventare un burattino mosso da segni e questo
ci rende passivi riguardo alle nostre credenze, valutazioni e attività
(Charles Morris. Segni, linguaggio, comportamento Manganesi, Milano,
1963).
Stiamo assistendo ad un rituale religioso collettivo su scala mondiale espressione
di una dittatura dolce: una dittatura nella quale la piramide dellopera
perversione dei segni trova la sua associazione paradossale con
il sacrale e il numinoso. La piramide, tempio e simbolo della perfezione, e
custode dellorigine (i geroglifici) dei linguaggi scritti, diventa in
questopera parodia di un progresso culturale dantiche radici che
avrebbe dovuto raggiungere (sintende ironicamente e tragicamente) il suo
apice nella nostra contemporanietá e cioè nell`era del capitalismo
cognitivo che per eccellenza si basa sulla comunicazione e linformazione.
Costantino Ciervo.
Berlino, ottobre 2008