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Videoscultura
Materiali: Mini TV in b/n, lettore video, legno, bibbia (la sacra scrittura).
Misure: 24 x 20,7 x 28,6 cm (con piedistallo)
"In principio era il Logos."
Nel Prologo di Giovanni il Logos non è soltanto parola, ma il principio
che porta il mondo all'esistenza. Linguaggio, ragione e creazione coincidono
in un'origine che eccede la fede per appartenere all'intera cultura occidentale.
Se il Logos genera il mondo, rimane inseparabile dalla responsabilità
di dargli senso nella storia.
Uomo sacro nasce dall'incontro tra questa origine e un evento storico.
Sulla copertina della Bibbia un piccolo monitor trasmette senza sosta le immagini
dello sbarco della Vlora nel porto di Bari, l'8 agosto 1991. Migliaia di uomini
e donne in fuga dall'Albania approdano sulle coste italiane dopo la caduta del
Muro di Berlino. Quell'immagine, ormai parte della memoria collettiva, continua
a segnare l'inizio di una nuova epoca: la fine della divisione bipolare, l'interdipendenza
crescente, il capitale che attraversa le frontiere insieme alle merci e, con
esse, gli esseri umani. La storia riapre il tempo dell'Esodo.
L'Esodo è uno dei racconti fondativi della Bibbia. Non è soltanto
memoria di una liberazione passata, ma l'affermazione che la vita non cessa
di cercare la propria libertà. Ogni cammino intrapreso per sottrarsi
alla miseria, all'oppressione o alla violenza lo fa tornare ad abitare la storia.
Per questo l'immagine della Vlora entra nella Bibbia.
Non per illustrarne il contenuto.
Per interrogarlo.
L'opera non contrappone l'immagine alla parola. È l'evento storico a
irrompere nel Libro, richiamando il Logos alla propria origine. Se il Verbo
genera il mondo, non può restargli estraneo. La realtà non conferma
la Scrittura né la smentisce. La costringe a vivere.
Il titolo richiama l'Homo sacer di Giorgio Agamben: la vita esposta all'abbandono,
privata della protezione del diritto. È un riferimento, non un approdo.
Uomo sacro non propone una teoria della biopolitica, ma interroga il rapporto
tra la parola fondatrice e la storia, tra ciò che pretende di dare forma
al mondo e il mondo che continuamente eccede ogni forma.
L'immagine documentaria non entra nella Bibbia come un corpo estraneo. La attraversa
senza profanarla. Il Libro rimane intatto, ma il suo significato cambia. La
parola non perde la propria autorità; viene chiamata a misurarsi con
la carne della storia.
"Il Verbo si fece carne."
Forse è qui che questa affermazione ritrova il suo significato più
radicale. La verità del Logos non consiste nel permanere al di sopra
del mondo, ma nel farsi carne ogni volta che la storia lo interpella. L'immagine
della Vlora non interrompe il Logos.
Lo restituisce alla sua responsabilità.